Insegnanti: N. 2
Bambini iscritti: N.18 (3 bambini di cinque anni, 6 bambini di quattro anni, 8 bambini di tre anni, 1 anticipatario)
Insegnanti di sezione: Francesca Gaspari – Silvana Iorio
Insegnante di religione cattolica: Bruschi Sofia
Referente di plesso: Francesca Gaspari
Referente Covid: Francesca Gaspari
Collaboratori scolastici: Giovannetti Silvana - Amedeo Di Foggia
ORARIO DI FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA
Dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 16:00.
INGRESSO 8:00-9:00
PRIMA USCITA 11:30-12:00
SECONDA USCITA 12:45-13:15
ULTIMA USCITA 15:30-16:00
lunedì | martedì | mercoledì | giovedì | venerdì | ||
Insegnante: Gaspari |
8:00 - 13:00 |
10:00 - 16:00 |
8:00 - 12:00 |
10:00 - 16:00 |
8:00 - 12:00 |
25 tot. |
Insegnante: Iorio | 11:00 - 16:00 (5,00) |
8:00 - 12:00 (4,00) |
10:00 - 16:00 (6,00) |
8:00 - 12:00 (4,00) |
10:00 - 16:00 (6,00) |
25 tot. |
Le insegnanti effettuano un orario fisso ruotando solo il lunedì a settimane alterne, completando così l'orario delle 25 ore settimanali.
Il lunedì dalle 10:30 alle 12:00 è presente anche l’insegnante di religione cattolica, SOFIA BRUSCHI, per i bambini che hanno richiesto di partecipare alla lezione di religione cattolica.
8:00-9:00 | Accoglienza |
9:00-10:00 | Riordino-Circle time-Colazione con frutta |
10:00-11:30 | Attività |
11:30-12:00 | Prima Uscita-Routine di igiene personale |
12:00-12:45 | Pranzo |
12:45-13:15 | Seconda Uscita-Gioco Libero |
13:45-15:00 | Attività Pomeridiane |
15:00-15:30 | Riordino e Routine di igiene personale |
15:30-16:00 | Uscita |
La scuola è stata una delle prime istituzioni a dover adottare misure di prevenzione per fronteggiare la diffusione del Covid-19.
La sospensione delle attività didattiche in presenza non ha richiesto solamente il ripensamento della didattica e la ridefinizione delle modalità di insegnamento-apprendimento a distanza, ma ha anche interrotto improvvisamente la partecipazione a un contesto socio-educativo fondamentale per i bambini, stravolgendo routine funzionali ai percorsi di crescita di ciascuno.
Siamo per la prima volta protagonisti di un evento critico che ha un forte impatto sulla nostra quotidianità: come aiutare i bambini e le famiglie ad affrontare l'ingresso a scuola con serenità? Come aiutarli a gestire le emozioni connesse a questa esperienza? Come gestire il senso di incertezza che ne consegue?
Questa progettazione nasce da un'attenta OSSERVAZIONE, nel rientro a scuola e del primo periodo dell'anno, cercando di leggere i bisogni dei bambini, delle famiglie e di tutto il personale della scuola.
Principale obiettivo di questo progetto sarà iniziare o ritrovare “Bene” il nostro cammino insieme.
Incontrarci e conoscerci, costruire un buon gruppo in cui ognuno possa trovare il proprio posto, possa sentirsi parte di esso, in cui ognuno possa esprimersi al meglio, con le proprie peculiarità e diversità.
Perché questo avvenga c'è bisogno di TEMPO …
un tempo lento………………nel rispetto dei ritmi di ciascuno
un tempo individuale……per dare a ciascun bambino particolare attenzione
un tempo che ritorna……perchè ripetere le stesse azioni dà sicurezza
un tempo naturale…………per scoprire la realtà intorno a noi e dentro di noi
un tempo della conoscenza……per arricchire le proprie competenze
un tempo in comune……perchè è nella relazione che si cresce
un tempo per essere……per pensare i propri pensieri, per popolare l’immaginario
Per il ben-essere di tutti a scuola le regole sono un punto fondamentale.
Senza queste, senza limiti il rischio è di perdersi. Il limite è un principio organizzatore della mente che permette poi nel tempo la costruzione dell’identità.
Riteniamo che porre limiti, condividere e socializzare regole, limiti appunto, sia un dovere, una responsabilità educativa a cui non ci possiamo sottrarre se vogliamo far stare bene i bambini a scuola e noi con loro.
Le regole vanno vissute nella quotidianità, nei gesti di ogni giorno, fin da piccoli.
Le regole non si insegnano, si costruiscono, si sperimentano e si vivono, un poco alla volta.
Fin dalla prima parte dell’anno si intende lavorare sul gruppo sezione, al fine di creare un buon “gruppo di lavoro”, in cui emerga chiaramente per loro un senso di appartenenza ad un gruppo, in cui… “l’unione fa la forza”.
Crediamo fermamente che la SCUOLA possa e debba essere per i bambini luogo dove il sentirsi parte di un gruppo insegna a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove esperienze, perché non si è soli, e dove lo “stare insieme” educa all’autonomia e al rispetto reciproco.
Ecco perché la scuola è di tutti ed insieme va lentamente, costruita, giorno dopo giorno.
Il processo educativo è molto più di una semplice trasmissione di conoscenze. Le stesse Indicazioni danno particolare rilievo a tale tematica.
Fondamentale diventa l’educazione socio-affettiva, la capacità cioè di esprimere, riconoscere e gestire le emozioni, pur nella tenera età dei bambini che ci sono stati affidati.
Tale nucleo progettuale sarà un nucleo “trasversale” al nostro agire quotidiano. Le emozioni infatti, sono il costante “sottofondo” delle nostre esperienze quotidiane. La scuola sarà allora, per i bambini una sorta di “teatro” in cui le emozioni vengono “sentite, sperimentate, espresse e comunicate”, condivise e socializzate.
La narrazione sarà lo strumento che accompagnerà e aiuterà lo sviluppo di tale nucleo progettuale.
Le insegnanti operano sulla modifica del loro orario interno che si sviluppa a giorni alterni dal lunedì al venerdì (8:00-12:00 / 10:00-16:00), in modo da operare in compresenza dalle 10:00 alle 12:00, momento di maggior impegno per le attività educative strutturate, privilegiando la relazione e l'osservazione.
Durante la compresenza le insegnanti possono quindi operare con un gruppo di bambini ridotto, diversificando così l’attività in base alla fascia di età. Anche il lunedì, essendo presente l'insegnante di religione, sarà possibile avere la compresenza per più tempo.
Gli spazi saranno allestiti per rispondere ai reali bisogni dei bambini cercando di essere accoglienti e ben organizzati, governati da regole chiare che tutelano la sicurezza degli alunni e diano a loro punti di riferimento, belli e non impersonali, da rispettare e conservare con ordine, invitanti per fare esperienze di apprendimento.
Uno spazio che promuove l'autonomia e favorisce l'apprendimento. Uno spazio che stimola le relazioni progettando angoli ludici dove il bambino possa sperimentare il gioco simbolico e rivivere le proprie emozioni. Uno spazio da continuare a COSTRUIRE E ARRICCHIRE INSIEME.
Quest'anno in particolare, sarà data tanta attenzione anche al rispetto della normativa per contrastare l'emergenza covid-19, non solo nell'utilizzo degli spazi, ma anche dei materiali e della relativa sanificazione.
“...la scuola si deve costruire come luogo accogliente, coinvolgendo in questo compito gli studenti stessi. Sono infatti importanti le condizioni che favoriscano lo star bene a scuola, al fine di ottenere la partecipazione più ampia dei bambini a un progetto educativo condiviso”
( Orientamenti 2012)
“Perdere un tempo” per documentare è uno degli aspetti che ci consente, insieme ai bambini, di raccogliere e organizzare i materiali prodotti, selezionare le attività migliori, riflettere sul percorso svolto, valorizzando così l’unicità dell’esperienza svolta.
“Documentare per non perdere la memoria,
per non smarrire il senso delle cose fatte
e per poterci ritornare sopra con spirito critico…
….per poter rileggere le cose da altre angolazioni…”
(Canevaro)
La documentazione sarà caratterizzata da foto, conversazioni, produzioni grafico-pittoriche realizzate dai bambini, che verranno raccolti in “libroni personali”, per ciascun bambino, che permetteranno di valorizzare le storie personali e di gruppo.
Si cercherà di consegnare i vari elaborati, durante l'anno in corso in modo tale che i bambini possano rivivere le esperienze fatte a scuola anche a casa.
La documentazione si propone inoltre come valido strumento di VALUTAZIONE ed AUTOVALUTAZIONE.
Per ciò che riguarda la valutazione, crediamo che questa debba avere un carattere formativo: è un qualcosa che accompagna, descrive e documenta i processi di crescita.
All’interno di questo campo intendiamo inserire anche quello che per noi è autovalutazione come riflessione e revisione del percorso svolto, con un’analisi, un so-stare per riflettere sui risultati ottenuti e sull’utilità e la validità delle strategie utilizzate e delle risorse messe in campo, così da poter rivedere, modificare, riprogettare, anche in itinere, il nostro agire educativo.
L'emergenza sanitaria ha comportato l'adozione di provvedimenti normativi che hanno riconosciuto l’importanza di svolgere " a distanza" utilizzando strumenti informatici e tecnologici a disposizione per le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado.
Un’opportunità per contrastare questo rischio di privazione prolungata è arrivata dalla possibilità di allacciare rapporti a distanza che nella scuola primaria e secondaria è denominata “Didattica a Distanza” (DAD) ma che per la fascia d’età da zero a sei anni proponiamo di definire “Legami Educativi a Distanza” (LEAD), perché l’aspetto educativo a questa età si innesta sul legame affettivo e motivazionale.
È quindi esigenza primaria, in questo inedito contesto, ristabilire e mantenere un legame educativo tra insegnanti e bambini, insegnanti e genitori, insegnanti tra di loro, bambini tra di loro, genitori tra di loro, per allargare quell’orizzonte quotidiano divenuto all’improvviso ristretto, per costruire un progetto orientato al futuro e basato sulla fiducia anziché sulla paura che, inevitabilmente, ha caratterizzato le prime settimane di isolamento sociale.
La nostra amica " Cocci" protagonista a scuola della nostra quotidianità, compagna di giochi e di emozioni anche per i più piccolini, potrà essere anche a casa, mediatrice di emozioni da condividere poi insieme.
Il lavoro dei primi mesi di scuola è infatti pensato, alla produzione di materiale che possa poi essere utilizzato anche a casa, per raggiungere insieme le finalità della scuola dell'infanzia: lo sviluppo dell'autonomia, il consolidamento dell'identità, l'acquisizione della competenza, sperimentando le prime forme di cittadinanza.
L'inizio di ogni percorso scolastico, sia per i bambini che per gli adulti è un evento carico di emozioni, di significati, di aspettative e, a volte, di ansie e paure.
La nostra scuola si propone di organizzare questo delicato momento predisponendo un clima adatto e rassicurante per accogliere adeguatamente bambini e genitori.
Si userà come personaggio mediatore una coccinella di nome “COCCI” e attraverso di lei si vivranno le emozioni dell’inizio della scuola: per alcuni nel ritrovare i compagni e per altri la frustrazione della separazione.
La nostra amica COCCI gira nelle varie pagine della storia che rappresentano le “ROUTINES” della giornata scolastica. Nello scandire del tempo si offre, infatti, come “base sicura” nel quale il bambino più grande si ritrova e al più piccolo viene offerto un contesto di crescita.
Assumono inoltre un maggior significato nello sviluppo delle autonomie, nel ripetere i gesti quotidiani, si rafforza la fiducia in sé e si prova soddisfazione nel “fare da soli”. In modo particolare la routine del circle-time, momento di conversazione e di racconto della storia, offre la possibilità di acquisire nuove competenze e rafforzare l’identità del gruppo.
Nella scuola dell’infanzia le attività motorie rappresentano una pratica molto comune, non necessitano di particolari abilità tecniche e riscuotono un notevole gradimento da parte dei bambini.
Attraverso il corpo e l’azione corporea, il bambino entra in rapporto con la realtà circostante, percepisce, conosce, mette in relazione oggetti ed eventi, prende coscienza dei rapporti spaziali e temporali, prima in modo diretto e concreto, poi a livello di rappresentazione mentale e simbolica. Grazie alle esperienze corporee il bambino compie, costruisce la propria maturazione e sviluppa un' immagine corretta e positiva di sé.
La psicomotricità, nel contesto della scuola, svolge dunque il duplice ruolo educativo e preventivo, attraverso un’azione al centro della quale si colloca il bambino, con la propria storia e i propri bisogni. Il corpo, può ritrovare uno spazio e un tempo dove agire, incontrare l’adulto che sa mettersi in ascolto e mediare, che consente di esplorare, sperimentare, vivere, comunicare, esprimere, modificare, rielaborare.
L’utenza della scuola dell’infanzia di Galeata e Cusercoli è composta da famiglie provenienti da molti paesi, spesso molto diversi tra loro per abitudini, usi, fedi religiose.
I tempi e i ritmi con i quali si affronta la quotidianità, anche quella degli apprendimenti, sono diversi. Il progetto psicomotorio, essendo per definizione accogliente, non giudicante, rassicurante, luogo nel quale l’altro viene riconosciuto, diventa aiuto e sostegno al percorso educativo di integrazione. Nell’azione psicomotoria ciascuno entra con la propria storia, la propria parola, i propri desideri.
“Il bambino non impara, ma costruisce il suo sapere attraverso l’esperienza
e le relazioni con l’ambiente che lo circonda.” (Maria Montessori)
Il progetto sensoriale nasce dal desiderio di accompagnare i bambini alla scoperta dei cinque sensi, con l’intento di favorire sia l’acquisizione di capacità percettive che l’espressione di sensazioni ed emozioni. Il bambino, in questo periodo della sua vita, si relaziona con gli altri e con l’ambiente attraverso tutto il suo corpo, egli infatti è costantemente a contatto con una realtà caratterizzata da svariati stimoli: tattili, visivi, uditivi, olfattivi, gustativi.
Dai primi mesi di vita il bambino sa distinguere gli stimoli interni (quelli provenienti dal suo corpo) da quelli esterni: mentre quelli interni servono ad imparare a conoscersi e formare l’immagine di sé, quelli provenienti dal mondo esterno favoriscono l’esplorazione dell’ambiente circostante e il riconoscimento delle principali caratteristiche degli oggetti.
Le esperienze sensoriali compiute dai bambini sono fondamentali per il loro sviluppo psicofisico e per la formazione della loro personalità e quindi, nella scuola dell’infanzia, il toccare con mano, lo sperimentare, il discriminare i vari stimoli, aiutando il bambino a farne un buon uso, sono fondamentali esperienze ed opportunità educativo -didattiche fondate sul principio del “fare per conoscere”.
Risulta indispensabile quindi abituare il bambino a riconoscere e discriminare i vari stimoli aiutandolo a utilizzarli nel migliore dei modi attraverso esperienze didattiche ricche e divertenti. I bambini partendo dalla conoscenza di se stessi e del proprio corpo, attraverso esperienze sensoriali, il linguaggio corporeo -manipolativo, verbale e grafico pittorico e, attraverso l’uso dei sensi, esploreranno la realtà che li circonda ed andranno alla scoperta del contatto con l’ambiente circostante allo scopo di rendere l’apprendimento concreto e costruttivo.
Il rapporto giocoso con gli oggetti del mondo, che risveglia nei bambini la consapevolezza dei propri sensi e li rende curiosi, è la chiave per intraprendere il cammino: gioco e curiosità costituiscono la maniglia che apre la finestra sul mondo.
L’insegnamento e l’apprendimento dell’Educazione Civica è un obiettivo irrinunciabile nella missione di un’istituzione fondamentale come la scuola. Suddetta disciplina possiede sia una dimensione integrata sia un valore trasversale che coinvolge così l’intero sapere. La scuola è la prima palestra di democrazia, una comunità in cui i bambini e le bambine possono esercitare diritti inviolabili nel rispetto dei doveri sociali. Qui gli alunni si confrontano con regole da rispettare e vivono nella quotidianità esperienze di partecipazione attiva che costituiscono il primo passo verso il loro futuro di cittadini attivi, consapevoli e responsabili. In classe gli studenti iniziano a vivere pienamente in una società pluralistica e complessa come quella attuale, sperimentano la cittadinanza e iniziano a conoscere e a praticare la Costituzione.
Così come prevedono le Linee Guida del 22/06/2020, per la Scuola dell’ Infanzia “ tutti i campi di esperienza individuati dalle Indicazioni nazionali per il curricolo possono concorrere, unitamente e distintamente, al graduale sviluppo della consapevolezza della identità personale, della percezione di quelle altrui, delle affinità e differenze che contraddistinguono tutte le persone, della progressiva maturazione del rispetto di sé e degli altri, della salute, del benessere, della prima conoscenza dei fenomeni culturali”
L’obiettivo è di avviare nei bambini il pensiero informatico senza l’utilizzo del computer.
Tramite un approccio ludico che interesserà la motricità, gli alunni saranno condotti all’utilizzo degli algoritmi, ovvero a trovare procedimenti per la risoluzione di problemi attraverso sequenze di operazioni che possono essere generalizzate. L’attività sarà effettuata con i bambini dei 5 anni da una esperta della scuola primaria.
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